Per la precisione trent’anni fa veniva proiettato per la prima volta Star Wars, divenuto poi Star Wars: A New Hope, quindi Star Wars. Episode IV: A New Hope. Insomma avete capito di cosa parleremo nel post.

Dire che trent’anni non li dimostra è arduo se si sono viste tutte le varie edizioni che Lucas ci ha propinato in questi anni, se vedete l’ultimo cofanetto uscito con la vecchissima versione cinematografica (ecco cosa vedrò stasera) e la confrontate con la versione riveduta e corretta per allinearsi alla recente trilogia di prequel beh tutto il lifting salta fuori, se invece preferite ignorare la cosa godetevi la storia e i popcorn annessi e non badate alle urla dei vicini che s’incavolano per il volume troppo alto. (Però cercate di evitare la battaglia finale alle 23) Quello di cui vorrei parlare è una delle recenti trasposizioni della Trilogia, trasposizione videoludica per consolle e computer, dissacrante quanto basta e politically uncorrect nonostante il target cui è destinata parta da tre anni in su.

Lego Star Wars II: La Trilogia Classica. Il titolo dice tutto, ci sono i mattoncini Lego, ci sono i modelli reali (precisi al singolo mattoncino), ci sono le gag tipiche delle disavventure che un set di Lego può avere e c’è la Trilogia Classica. Un X-Wing fa rotta verso la Morte Nera, apre le ali in posizione di attacco, ma i mattoncini che le compongono si sono agganciati rendendo l’operazione piuttosto complicata e con risultati comici; o ancora: Luke, Obi-Wan e i due droidi sfrecciano verso Mos Esley, la velocità è elevata e R2D2, coricato a fianco del motore, vola via. altra caratteristica è la mimica accentuata dei personaggi resa necessaria dal fato che i pupazzetti Lego, ovviamente, sono muti. La scena solenne nel pozzo di Cloud City viene risolta da Vader che mostra una foto con lui e Padmè a un Luke incredulo. Dal punto di vista della giocabilità beh, ha un unico neo i tuoi compagni sono alquanto stupidi e ti seguono dappertutto anche quando sarebbe opportuno che aspettassero da qualche parte (piattaforme già strette per un personaggio prese d’assalto da altri tre personaggi controllati dall’IA), a parte questo ci si diverte e le modalità di gioco sono tante che non durerà in eterno ma di certo non finisce subito, la versione che ho provato è quella per PSP che ha come bonus i livelli finali del precedente capitolo dedicato ai primi tre episodi, che permettono l’uso dei personaggi come Dart Mau, il Conte Dooku e le versioni giovani di Obi-Wan e Anakyn Skywalker (sinceramente avrei preferito l’Amidala di Episodio 1 a Leia). più di mille parole può fare solo il trailer del gioco:

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